Psicologa Psicoterapeuta a Roma. Aiuti, consigli per orientarsi nel mondo della Psicologia per i non esperti. Senza conoscere prima te stesso non puoi conoscere realmente ciò che ti circonda.
lunedì 1 agosto 2016
SERIAL TRAITOR. Il Traditore Seriale
PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: SERIAL TRAITOR. Il Traditore Seriale: Chi è Il traditore seriale, o la traditrice, hanno spesso un partner fisso, e una vita apparentemente regolare, e tranquilla. Ha...
domenica 18 ottobre 2015
ADOLESCENTI PROBLEMATICI - l'equilibrio del no
PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: ADOLESCENTI PROBLEMATICI: L'EQUILIBRISMO DEL NO Vorrei oggi parlarvi di un argomento spinosetto, quello degli adolescenti, o tardo adolescenti, detti anche gi...
lunedì 31 agosto 2015
LITIGHIAMO SIAMO DIVERSI, MA....
PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: LITIGHIAMO SIAMO DIVERSI, MA....: I rapporti di coppia si sa, sono complicati. Quello che spesso mi viene riferito in terapia è quanto siano diversi i due coniugi, talmente...
martedì 18 agosto 2015
Riflessione sulla felicità
Riflessione sulla felicità:Spesso mi è stato detto: "la felicità è uno stato d'animo passeggero". Io credo, invece, che sia uno stato permanente di fondo. Diciamo uno stato d'animo di base. Le preoccupazioni e la contentezza, quelli si che sono sensazioni transitorie, che si alternano nella nostra vita, ma lo stato d'animo di base, quell' intima sensazione che proviamo quando stiamo in contatto con noi stessi, in silenzio, quando si arrestano i pensieri che formano il ronzio che stordisce, ecco quello può essere felice o infelice. E da cosa dipende l'uno o l'altro?
Tutti abbiamo vicissitudini e preoccupazioni e sarebbe banale dire che dipende dal modo in cui le prendiamo, se con ottimismo o pessimismo. Ma ciò non risolve il problema. Da che cosa dipende avere ottimismo o pessimismo? Forse dal carattere, certo. Continuando nella mia riflessione, osservando parenti e amici, anche quelli che non vedevo da molto tempo, ho visto cambiare e scorrere le loro vite, e anche la mia. Ho notato una cosa semplice ma strabiliante: è felice, chi ha sviluppato una vita spirituale, che ha curato questa parte del suo essere. Potremmo anche dire religiosa, ma non nel senso dell'appartenenza a una religione, piuttosto chi ha un criterio "religioso" su cui basarsi, ma anche solo etico, che lo spinga ad essere migliore, più caritatevole, generoso, e anche ad accettare le vicissitudini come parte di un ordine universale, magari della legge causa effetto.
Chi crede alla reincarnazione, inoltre, possiede una visione più ampia per spiegarsi il concatenarsi degli eventi ed assumere la responsabilità delle conseguenzei del proprio comportamento. Tutto ciò aumenta la tranquillità e il senso di felicità interiore.
giovedì 2 aprile 2015
LITIGHIAMO, CHE FARE?
PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: LITIGHIAMO, CHE FARE?: Vorrei proporvi un brano tratto dal libro di Richard Simonetti "uma razao para viver" , ancora non tradotto in italiano. (tradu...
mercoledì 28 gennaio 2015
PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIASarà banale, fo...
PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIA
Sarà banale, fo...: GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIA Sarà banale, forse...ma non è mai banale ricordare dove può arrivare l'essere umano. Un pensiero ...
Sarà banale, fo...: GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIA Sarà banale, forse...ma non è mai banale ricordare dove può arrivare l'essere umano. Un pensiero ...
venerdì 10 ottobre 2014
SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME (da lezione AICI riassunto di Loredana Rubiu e Nadia Cacciamani)
L'INVIDIA
“Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?” – “Bella, tu sei bella mia regina, ma al mondo una fanciulla c’è ... ahimé assai più bella di te!”. L’invidia è un sentimento che divora chi lo nutre, maschi e femmine, in questo caso sappiamo tutti come finisce per la regina. Ma l’invidia ha due facce: sta a noi decidere quale guardare.
“Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?” – “Bella, tu sei bella mia regina, ma al mondo una fanciulla c’è ... ahimé assai più bella di te!”. L’invidia è un sentimento che divora chi lo nutre, maschi e femmine, in questo caso sappiamo tutti come finisce per la regina. Ma l’invidia ha due facce: sta a noi decidere quale guardare.
Secondo
Karl Abraham, allievo di Freud, "L'invidioso non mostra soltanto
di desiderare quel che l'altro possiede, ma unisce a questo desiderio
impulsi di odio contro il privilegiato". (V. Abraham, 1923)
Dal
latino in-videre,
guardare contro, guardare con ostilità, nella nostra lingua il
significato del termine vive nel risentimento che si prova per la
felicità, il benessere e il successo altrui, sia che ci si consideri
ingiustamente esclusi da tali beni, sia che, già possedendoli, se ne
pretenda il godimento esclusivo.
Spesso
l'invidia è confusa con la gelosia, l'avidità e il rancore, ma è
un'emozione ben precisa. La prova la persona che desidera possedere
ciò che altri hanno e che ritiene per un complesso di fattori di non
poter avere.
L’invidia
è uno dei sette vizi capitali, direttamente contrapposto alla virtù
della carità. L’invidia
nasce dalla relazione, dal confronto con l’altro,
una dinamica sociale importante, poiché è tramite l’altro che
affermiamo noi stessi. Prima di poter desiderare qualcosa che non
abbiamo dobbiamo poterla vedere, è l’altro che fa nascere in noi
il desiderio.
Dopo
esserci confrontati nasce la consapevolezza della nostra mancanza,
ed è da questa constatazione che possono scaturire sentimenti
negativi
verso sé e verso gli altri: senso di inferiorità, inadeguatezza,
frustrazione, impotenza, odio e rabbia per la grandezza dell’altro
che ci schiaccia. E in questo momento non vediamo più le nostre
risorse,
le nostre potenzialità,
le nostre possibilità, ma si pensa solo a svalutare l’altro per
impedire la caduta del proprio valore.
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