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martedì 18 agosto 2015

Riflessione sulla felicità

Riflessione sulla felicità:
Spesso mi è stato detto: "la felicità è uno stato d'animo passeggero". Io credo, invece, che sia uno stato permanente di fondo. Diciamo uno stato d'animo di base. Le preoccupazioni e la contentezza, quelli si che sono sensazioni transitorie, che si alternano nella nostra vita, ma lo stato d'animo di base, quell' intima sensazione che proviamo quando stiamo in contatto con noi stessi, in silenzio, quando si arrestano i pensieri che formano il ronzio che stordisce, ecco quello può essere felice o infelice. E da cosa dipende l'uno o l'altro?
Tutti abbiamo vicissitudini e preoccupazioni e sarebbe banale dire che dipende dal modo in cui le prendiamo, se con ottimismo o pessimismo. Ma ciò non risolve il problema. Da che cosa dipende avere ottimismo o pessimismo? Forse dal carattere, certo. Continuando nella mia riflessione, osservando parenti e amici, anche quelli che non vedevo da molto tempo, ho visto cambiare e scorrere le loro vite, e anche la mia. Ho notato una cosa semplice ma strabiliante: è felice, chi ha sviluppato una vita spirituale, che ha curato questa parte del suo essere. Potremmo anche dire religiosa, ma non nel senso dell'appartenenza a una religione, piuttosto chi ha un criterio "religioso" su cui basarsi, ma anche solo etico, che lo spinga ad essere migliore, più caritatevole, generoso, e anche ad accettare le vicissitudini come parte di un ordine universale, magari della legge causa effetto.
Chi crede alla reincarnazione, inoltre, possiede una visione più ampia per spiegarsi il concatenarsi degli eventi ed assumere la responsabilità delle conseguenzei del proprio comportamento. Tutto ciò aumenta la tranquillità e il senso di felicità interiore.

sabato 5 aprile 2014

IO MI RACCONTO


IO MI RACCONTO



Quando decisi di creare il progetto “Io mi racconto” fu sulla base di un testo a cui collaborai con l'Upter, sull'autobiografia. Fu una bella esperienza, capii quanti luoghi della memoria abbiamo da esplorare, sconosciuti apparentemente ma che formano tessuti interni, fibre del nostro essere. E che cos'è la memoria se non una storia che ci raccontiamo? “Io mi racconto” è un laboratorio per recuperare la storia, che è quella da cui nasciamo noi come individui, attraverso le storie raccontate da altri, o da noi stessi, che tassello dopo tassello contribuiscono a creare l'Identità.
Che cos'è l'Identità? Possiamo definirla un po' come il Sé: fluida, flessibile, impermanente, formata da tanti piccoli IO come il grappolo d'Uva.
Allora vi lascio con una domanda: Che cosa c'è di Permanente nella nostra Identità?
 iL progetto "Io mi racconto" sarà un ciclo di incontri sul tema DIARIO COME AUTOBIOGRAFIA. Vi informerò presto sulla data e il luogo.


mercoledì 13 novembre 2013

LE LACRIME

Le lacrime non sono segno di debolezza, ma di forza. Sono messaggeri di un amore e di un dolore non esprimibili a parole.
Le lacrime sono vittoria e non c'è vergogna in una vittoria degna.
Le lacrime sono verità. E la verità è bella anche quando è brutta; la verità dei bambini e dei pazzi. La verità ci da la sensazione di esistere.
La verità con noi stessi o gridata al mondo, non fa niente. E' colei che ci traghetta su un'altra riva, quella della vita vissuta, che trascina via la sensazione di vuoto e di morte.
Non possiamo avere paura di ciò che ci rende umani e vivi.

Si alle lacrime di gioia, d'amore, di perdono, di pentimento, di rabbia.

"Se non ridiventerete come bambini non entrerete nel regno di Dio"

giovedì 10 ottobre 2013

DE-SIDERIO

DESIDERIO.
 Cosa desidero?
Dov'è il cuore dell'uomo, là è il suo tesoro. Afferma il Maestro.

Il desiderio incatena all'oggetto desiderato. Se desideriamo beni e cose ad esse saremo incatenati.

Se desideriamo qualcosa di immateriale, e più duraturo, per sua natura, ad esso saremo incatenati.

La parola desiderio , deriva da De-sidera, dal latino "desiderium",mancanza di stelle.
Difatti gli antichi astronomi, che guadagnavano denaro con l'osservazione degli altri e le susseguenti previsioni, quando c'era il cielo buio e coperto da nubi, senza luna, desideravano, perché non vedevano le amate, e fruttuose, stelle.
Quindi il desiderio nasce con la mancanza dell'oggetto amato.
E quando lo abbiamo in pugno?
Alcune persone hanno bisogno di desiderare ancora, qualcos'altro.
Perché?
Forse il desiderio non era reale, profondo, forse era un desiderio creato per coprirne altri di cui non siamo consapevoli. 
Allora la strada è scoprire ciò che desideriamo veramente. 
Meditiamo, in silenzio, ascoltiamo il respiro e chiediamo al nostro io più profondo che cosa realmente desideriamo, di cosa abbiamo bisogno, e forse scopriremo dov'è il nostro tesoro, chissà.
Speriamo in una notte stellata.



domenica 6 ottobre 2013

PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: SEI FELICE?

PSICOLOGIA - SALUTE E BENESSERE: SEI FELICE?: La vita scorre rapida, e spesso le persone non si fanno mai la domanda fondamentale: Sono felice?  Forse per paura, o che so, per abitudin...

martedì 3 settembre 2013

IL TRENO

La vita è come un treno, spesso ci troviamo sopra ma non sappiamo dove ci porterà, né quali fermate faremo.  A volte sembra che giriamo intorno, rincorrendoci, senza trovarci.
Conosci te stesso, insegnava Socrate, la chiave d'oro per capire dove siamo e dove vogliamo andare. un viaggio affascinante e ancor di più se fatto con la Consapevolezza.